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QUARTA DI COPERTINA: “L’INDIFFERENTE”



 “Addio! […]
A quel punto ella gli scrisse che lo amava, che non avrebbe mai amato nessun altro.
Egli le rispose che…”

Conosci il vero amore?
Il detto "al cuore non si comanda"?
Una dama di Parigi ne sa qualcosa, la sua passione la fa sperare fino alla fine in un amore folle che però...

È proprio l’amore tra Madelaine e Leprè il tema intorno al quale si sviluppa la novella dimenticata e poi pubblicata nel 1896 “L’indifferente”, scritta da da Marcel Proust, uno scrittore, saggista e critico letterario francese. Questo testo semplice, veloce, adatto a tutti ma con un significato forte, è perfetto per chi vuole avvicinarsi alla lettura e passare un momento di riflessione.

Federica Angeloni e Alessio Fantini 
Classe III B

“IL GATTO NERO”



La storia che sto per raccontare è di pura follia. Un uomo aveva un forte legame con gli animali, in particolare con uno splendido gatto nero di nome Pluto. Ahimè, cari lettori, quel legame non durò a lungo. Leggete il mio racconto e capirete come quel sentimento d’affetto si tramuterà in disprezzo, rabbia e orrore.
Il primo avviso di follia lo scorgiamo, quando una buia notte tornando a casa, ancora una volta ubriaco, l’uomo si ritrovò davanti il suo gatto dal manto nero. La povera creatura sentiva la tensione nell'aria, appena l’uomo si avvicinò bruscamente, il gatto reagì mordendolo e quel morso fece scaturire nell’uomo una rabbia sconfinata che lo portò a strappare di netto un occhio alla povera bestiola.
Tranquilli, tranquilli il gatto non morì, ma, come potete immaginare, il comportamento verso il proprio padrone cambiò; ogni volta che l’uomo si avvicinava, la bestiola si allontanava. E un giorno l’uomo, preso ancora una volta da un eccesso d’ira, lo afferrò e lo impiccò all’albero del cortile.
Quella stessa notte in casa, divampò un incendio, ma quel che si scoprì dopo è ancora più inquietante di quel che vi ho appena narrato.
L’uomo e sua moglie non morirono, ma sull’unico muro rimasto in piedi dopo l’incendio, si scorgeva raffigurata una sagoma, e quella l’uomo, sì che la riconobbe subito, era lui: il gatto nero.
I giorni seguenti rimpianse ciò che aveva fatto al suo gatto e pensò di prenderne un altro. Una sera in un bar vide un gatto simile al suo, dal quale differiva solo per una macchia bianca sul petto. Cosi lo prese e lo portò a casa da sua moglie. 

Le giornate passavano e con esse le settimane. Ormai neanche lui più si riconosceva, l’alcol gli aveva offuscato il cervello o quel poco che restava della sua ragione, al punto che un giorno in cantina stava per uccidere anche quest’altro gatto, ma mentre era per scagliarglisi contro, la moglie fermò il suo braccio munito d’ascia.
Quel che accadde dopo, cari lettori, è da pazzi e non riuscirete a credere alle mie parole. Poiché la moglie lo aveva fermato, la sua rabbia lo spinse a colpire lei. Con un’accettata in testa, il corpo della donna cadde a terra esamine. L’uomo nascose il cadavere in un muro, ma del gatto non vi era più traccia.
I giorni seguenti la polizia fece le sue indagini e più volte ispezionò la casa del delitto. L’uomo era tranquillo e sicuro che gli agenti non sarebbero riusciti a trovare nulla, ma una volta scesi in cantina sentirono un lamento, uno stridulo sofferente farsi subito dopo grido disumano, provenire dal muro. Quell’urlo atroce fu per l’uomo la sua tomba.

“Il gatto nero”, scritto da Edgar Alan Poe è tratto da “I racconti del terrore” del 1843. Il racconto è molto coinvolgente, riesce a incuriosirvi dall’inizio alla fine. Vi attende un finale a sorpresa.
 Luca Milani 
Classe III B

IL “FANTASMA DI CANTERVILLE”


Il racconto di Oscar Wilde presenta un personaggio molto simpatico: Hiram B. Otis, ministro degli Stati Uniti d'America, stabilitosi con la sua famiglia in Inghilterra dove acquista il castello di Canterville nel quale vive un fantasma. Nel corso della narrazione, in diversi momenti, lord Otis dimostra uno stravagante senso dell'umorismo, facendo molto ridere!
Non c’è invece, secondo me, nessun personaggio antipatico, ognuno presenta pregi e difetti.
Ho scelto di leggere questo libro perché il titolo mi ha subito incuriosita. Credevo infatti si trattasse di un Horror, il mio genere preferito, invece, durante la lettura, ho scoperto che in realtà è un racconto molto divertente. Le parti che ho apprezzato di più sono state quelle relative a tutti i maldestri "agguati" che il fantasma ha cercato inutilmente di tendere alla famiglia Otis, per farla fuggire dal castello. La famiglia, però, non si è lasciata influenzare negativamente dalla sua presenza, forse perché proveniva da un mondo moderno, privo di superstizioni e credenze. La parte che ho ancor più apprezzato è stata quella dell'incontro ravvicinato che Sir.Simon, il fantasma, con un finto fantasma che giaceva nella camera del figlio più grande della famiglia. Sir. Simon non aveva capito che si trattasse di un prodotto commerciale che la stessa famiglia aveva creato per vendere. Un fantasma spaventato da un altro fantasma è veramente divertente!!

Cristina Genovese 
Classe I B