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ARRIVEDERCI A SETTEMBRE…

Eccoci giunti alla fine dell’anno scolastico, ma non potevamo salutarci senza l’ultimo numero del nostro giornale. I ragazzi hanno davvero dato il meglio di loro. Scoprirete, infatti, nel blog attività molto significative che gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria hanno vissuto. Esperienze di legalità e di cittadinanza attiva in occasione dell’incontro nella sede centrale degli alunni della scuola media con il Giudice Ferdinando Imposimato, in occasione della Festa dell’Europa in Campidoglio a cui hanno preso parte gli alunni della V C e in occasione del concorso Il Quartiere che vorresti, vinto dagli alunni delle V A e della V B di Pantan Monastero; esperienze di amicizia e di solidarietà incontrando i ragazzi di Borgo Amigò; esperienze di studio e creatività scoprendo il mondo delle lingue classiche, della lettura e della scrittura creativa; esperienze di bellezza visitando i luoghi della Roma medievale. E come sempre, spazio alla civiltà inglese e spagnola, alle scienze e allo sport. Insomma non vi resta che navigare. La Redazione desidera far arrivare un grande incoraggiamento ai ragazzi di terza media che si stanno preparando agli esami e augurare a tutti gli altri il meritato riposo.
Una buona estate e come sempre BUONA LETTURA A TUTTI!
LA REDAZIONE

A SCUOLA DI LEGALITA’ - Gli alunni dell’ I.C. Via Boccea incontrano il Giudice Ferdinando Imposimato

Nel mese di marzo noi alunni delle terze medie abbiamo avuto la grande opportunità di incontrare il giudice Ferdinando Imposimato. Eravamo davvero emozionati all’idea di ascoltare una figura istituzionale che ha avuto un ruolo centrale in tanti casi di terrorismo che hanno colpito il nostro paese. Appena arrivato, però, il giudice ha subito creato un clima familiare e cordiale, ha parlato a tutti noi come fossimo suoi nipoti, con semplicità e determinazione. Abbiamo ascoltato la storia della sua infanzia: che sorpresa scoprire che quando era piccolo non amava andare a scuola e che, subito dopo la guerra, con i suoi amici andava sui carri ferroviari per rubare il cibo. Ad un certo punto, però, ci ha detto che nacque in lui l’interesse per lo studio perché comprese che era necessario per la formazione umana e culturale della persona e per la sua integrazione, ed ecco le varie tappe: il Liceo classico, Legge all’università, il concorso per commissario polizia e poi per giudice.
Le cose che sono riuscito a fare io le potete fare tutti”, ci ha detto, rivolgendosi soprattutto a chi tra noi gli era apparso più sfiduciato e demotivato, l’importante è comprendere che la scuola è lo strumento che ci permetterà di costruire il nostro futuro.Lo studio certamente è sacrificio, ma è il modo per stare sempre in cammino, perché migliorare è possibile, ma ci vuole buona volontà, combattendo l’arroganza e l’indifferenza, “il riscatto è possibile se affrontate con dignità la vostra giovinezza; voi potete essere il mio futuro”.
Un altro momento molto interessante del dialogo con il giudice sono stati i sui continui richiami alla Costituzione italiana; ci ha detto che laCostituzione è legge suprema dello Stato ed è il testamento spirituale di duecento mila morti per la giustizia e la libertà; essa è nata concretamente nelle campagne, nelle montagne, nelle carceri dove sono stati torturati e uccisi i partigiani. Il giudice ci ha spiegato che l’articolo 3 è il fondamento della nostra democrazia, perché sancisce l’uguaglianza dei diritti sociali, lo Stato ha il dovere di aiutare tutti a sviluppare la persona umana, quello che c’è dentro ognuno di noi. Dopo le tante domande che gli abbiamo rivolto sulla sua infanzia, sulla sua famiglia, sul suo lavoro, sulle sue paure siamo stati salutati con una grande richiesta di impegno e maturità che abbiamo accolto con entusiasmo, queste le parole del giudice: “A qualcuno io devo affidare il testimone per il futuro e per il rispetto della Costituzione, LAVORO, UGUAGLIANZA, VITA LIBERA E DIGNITOSA, queste sono le sfide per cui dovrete battervi chiedendo al Parlamento di fare leggi più giuste”.
Ringraziamo ancora il giudice Imposimato per questo incontro che possiamo certamente definire una lezione di vita e di legalità; grazie alle sue parole abbiamo capito nel profondo il valore dell’istruzione e dell’uguaglianza.
Gli alunni della III D

Piazza del Campidoglio affollatissima per la festa dell’Europa TUTTI INSIEME PER L’ UNIONE Ammirevole lavoro dei ragazzi dell’ I. C. “Via Boccea”

In occasione della festa dell’Europa, che ricorre il 9 maggio, quest’anno la piazza del Campidoglio era gremita di tantissimi bambini chiamati, insieme alle loro insegnanti, a rappresentare le diverse scuole della Capitale. Durante la cerimonia sono state consegnate loro simbolicamente le nuove bandiere dell’Italia e dell’Europa che sventoleranno all’esterno dei vari istituti scolastici. Alla manifestazione sono intervenuti il commissario straordinario Tronca e una rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, che con parole semplici hanno fatto capire ai bambini presenti in piazza l’importanza di essere sempre uniti, soprattutto nei momenti di difficoltà, paragonando l’Europa ad una grande famiglia nella quale il problema di uno diventa il problema di tutti.  Dopo i discorsi delle varie rappresentanze, i ragazzi di una scuola ad indirizzo musicale hanno suonato l’Inno alla gioia e sulle note della banda della polizia, tra l’entusiasmo generale, tutti hanno intonato l’Inno di Mameli.  Originale il lavoro eseguito dagli alunni di una quinta dell’Istituto Comprensivo “Via Boccea”. Il loro elaborato ha catturato l’attenzione del pubblico presente: un bellissimo cartellone azzurro con le bandiere colorate dell’Unione, sistemate accanto all’acrostico della parola Europa:
Essere Uniti Rende Ogni Persona Autentica.
Alla domanda posta da un operatore ad uno dei bambini: “Cosa vuol dire per te Europa unita?”, la risposta è stata: “L’Europa unita deve nascere dai nostri cuori: dall’amicizia e dal rispetto verso l’altro sia esso una persona o un popolo”. La manifestazione si è conclusa con un momento particolarmente intenso ed emozionante quando i bambini hanno fatto volare nel cielo centinaia di palloncini con i colori dell’Unione Europea su cui erano attaccati messaggi di pace e di solidarietà tra i popoli.
Gli alunni della classe VC

NOI LA PENSIAMO COSI’…
Nella sua diversità è un tesoro prezioso da conservare nel forziere comune che è l’Europa. Lucrezia
Uniti nella diversità. L’unione fa la forza. Cristal      
Affrontando insieme le difficoltà, è più facile superarle. Lucilla
Tante lingue, tante tradizioni, tante culture ma un solo popolo: l’Europa. Nicolò
Ognuno di noi è un tassello che unito agli altri compone l’immenso puzzle dell’Europa. Giuseppe
Anche se siamo diversi nella lingua e nella cultura dobbiamo essere uniti nel nostro obiettivo comune: la pace. Davide
Diversi sì… ma uniti! Giordana
Un cerchio di stelle…un cerchio di pace. Martina
L’Europa unita deve nascere dai nostri cuori: dall’amicizia e dal rispetto verso l’altro. Giuseppe

SAPESSI COSA HO LETTO Una sfida raccolta....


E' proprio una sfida, quella raccolta e portata avanti quest'anno dalle insegnanti del plesso di Pantan Monastero: un progetto di lettura dal titolo "Sapessi cosa ho letto..." che, partendo dalla scuola d'infanzia ha coinvolto tutte le classi della primaria. La sfida è consistita nel condividere la necessità di promuovere la passione per la lettura, attraverso attività coinvolgenti, motivanti e nuove, per migliorare le competenze linguistiche. La sfida è stata anche collaborare per realizzare un progetto comune al quale hanno partecipato tutte le insegnanti. Ogni classe ha lavorato e ha realizzato un prodotto finale per la mostra conclusiva del 31 maggio, che potrà essere visitata in mattinata da tutti i bambini e nel pomeriggio dai genitori.


UNA SCRITTRICE TORNA TRA I “BANCHI DI SCUOLA”
Il giorno 21 aprile, l’autrice di libri per ragazzi, Carla Ciccoli, è andata nella scuola per incontrare gli alunni che avevano letto, disegnato e raccontato il primo libro che ha pubblicato: La guerra degli scoiattoli, con il quale ha vinto il concorso letterario del 2011 per la casa editrice Il battello a vapore. Nella scuola primaria di Pantan Monastero, quest’anno tutte le classi, hanno lavorato su un bellissimo progetto “…sapessi cosa ho letto!”, ogni classe ha scelto un libro o più libri da leggere insieme. Le V A e B e la IVA hanno scelto il libro “La guerra degli scoiattoli” e al termine del progetto le insegnanti hanno fissato un incontro con l’autrice del libro, che si è resa disponibile ad incontrare i giovani lettori. Durante l’anno ogni classe ha lavorato, leggendo, raccontando, disegnando, costruito un plastico (quasi come quelli di “Porta a Porta”), organizzato cartelloni e mini libri, Finalmente l’atteso giorno dell’incontro è arrivato, gli alunni guardavano dalla finestra per vederla arrivare, volevano osservare se era uguale o diversa dall’immagine che ha sulla copertina, qualcuno bisbigliava che aveva i capelli più corti, chi la pensava più magra e chi più robusta. Dopo i saluti iniziali gli alunni le hanno posto una serie di domande (ben 22!), sui personaggi, ma anche su di lei, come scrittrice e su curiosità personali. Lei ha simpaticamente a risposto a quasi tutte. A due domande, sui personaggi del libro, non ha risposto perché ha fatto intendere agli alunni che sta lavorando ad un seguito della storia e non poteva svelare i particolari su alcuni di essi: La guerra degli scoiattoli continuerà? L’autrice, ha poi invitato gli alunni a dire come, secondo loro, potrebbe proseguire la storia: chissà se terrà conto delle idee che i nostri alunni le hanno suggerito? Al termine, prima dei saluti, non è mancato il rito dell’autografo con dedica sul libro.
Gli alunni della VB

Ecco invece le impressioni della scrittrice Carla Ciccoli scritte sulla sua pagina Facebook dopo questo incontro... Ah i ragazzi! Attentissimi ai minimi dettagli... Tu arrivi dal viale a chilometri di distanza e alla maestra dicono "c'ha la sciarpa e i pantaloni a zampa". Appena entri li trovi rigidi e imbalsamati che sbirciano nella foto del libro per vedere se sei uguale e uno a bassa voce dice "c'ha i capelli più corti". Tutti composti, tutti zitti, aspettano che la scrittrice parli. Preparano una sedia, che la scrittrice sposta cortesemente perchè non fa incontri e presentazioni seduta, e già a quel gesto si insospettiscono tutti. Poi le chiedono con cortesia se può posare insieme ai ragazzi per le foto ufficiali.  La primavera è sempre ricca di incontri con i ragazzi come i ragazzi di Pantano che hanno fatto un lavoro enorme su "La guerra degli scoiattoli" e che non vedevano l'ora di incontrarmi, perchè in quella periferia mai avrebbero pensato che una scrittrice potesse avere interesse a incontrarli, figurarsi una che ha scritto un libro che li ha appassionati così tanto.  Quando incontro questi esigenti lettori e attenti osservatori, e vedo con quale passione hanno amato il libro, resta la gioia di vedere quello scintillio nei loro occhi mentre fanno miliardi di osservazioni e di domande. E poi la più grande delle domande, quella che tutti fanno, la costante ad ogni incontro, in ogni scuola, in ogni regione, in ogni città: "Ma perchè non hai fatto tornare i genitori di Lenny?"

PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI


"Per questo mi chiamo Giovanni" è un libro italiano, scritto da Luigi Garlando e ambientato nella città di Palermo. La storia parla di un papà che racconta al figlio il male che ha fatto la mafia e dell'eroe che l'ha combattuta, Giovanni Falcone. Giovanni compie dieci anni e il padre, il giorno del suo compleanno, gli fa un regalo speciale: lo porta in vari posti della città che raccontano gli avvenimenti importanti della vita di Falcone e della sua lotta contro la mafia. Giovanni comprende così, che anche i bulli della sua scuola, in qualche modo, sono dei piccoli mafiosi e ciò cambierà per sempre la sua vita insieme alla scoperta del perché le zampette della sua scimmietta di peluche sono tutte bruciate e del perché si chiama Giovanni. Ho scelto questo libro perché è scorrevole e semplice, ma nella sua semplicità ha un forte significato e ci spinge a riflettere sul fatto che fin da piccoli dobbiamo combattere contro le prepotenze.

Matteo Fraboni IIC

IL QUARTIERE CHE VORRESTI

In una splendida cornice di festa, animata dalla presenza attiva di molti ragazzi, si è svolta mercoledì 11 maggio, presso il casaletto del Parco della Cellulosa, la premiazione del primo concorso letterario "Il quartiere che vorresti" promosso dall’Associazione “Casalotti Libera”. Alla Presenza del Preside Prof. Giuseppe Rossi dell’I.C. di Via Ormea, della Prof.ssa Lucia Lupo, delle Insegnanti Prof.ssa Corsini, delle Maestre Peretti e Annesi, dei genitori ma soprattutto degli alunni e degli studenti sono stati conferiti i premi per i vincitori, gli attestati e i gadgets per tutti i partecipanti. Questo concorso ha dato anche una bellissima opportunità alla classe dell’alunno vincitore: una gita al museo storico dell'Aereonautica Militare di Vigna di Valle (Bracciano). Ecco come si sono classificati i nostri bambini:
Scuola Elementare
1) Aurora Andreoni, VB Pantan Monastero (buono libri € 100) Punti 36
2) Helena Rotolo, VB Pantan Monastero (buono libri € 50) Punti 32

3) Luca Di Carlo, VA Pantan Monastero (buono libri € 25) Punti 20


IL QUARTIERE CHE VORRESTI
Testo 1° classificato
"Siamo amiche e compagne, frequentiamo la scuola primaria del quartiere di Pantan Monastero. E’una zona sorta circa ottant’anni fa. All’inizio era abitata solo da contadini, ma ora di quei campi non è rimasto proprio nulla, sopra ci hanno costruito palazzoni ed è diventata una zona abitata da persone che partono al mattino e tornano a sera, vanno a lavorare al centro della città e quando escono per il loro quartiere non conoscono nessuno; per questo proponiamo di portare in periferia qualche grande ufficio, coì le persone potranno lavorare vicino casa e mandare i figli nelle scuole del quartiere, senza doversi alzare all’alba per uscire. Per fortuna nella zona c’è un bel parco: quello della Cellulosa, dove poter passeggiare tra alberi e piante. Ci sono anche vari supermercati per dare la possibilità alle persone di scegliere quello che va a genio per le loro finanze. Non parliamo poi delle strade: dopo ogni pioggia si apre una nuova voragine e per ripararla passerà molto e molto tempo e nel frattempo quei poveri ciclisti e motociclisti, per passare in sicurezza fanno uno slalom tra buche e macchine. Mentre noi pedoni lo slalom lo dobbiamo fare per evitare “brutte soprese” sui marciapiedi, lasciate da animali i cui padroni sono proprio degli “Animali!” Abitare in periferia, a volte ci fa sentire un po’ dimenticati, soprattutto dal servizio della nettezza urbana, che, non passando regolarmente, lasciano a terra quei sacchetti poco profumati ed ingombranti. Il nostro desiderio è quello di avere un luogo, diviso in vari spazi, dove bambini, giovani, adulti ed anziani possano incontrarsi e passare il tempo come ognuno lo desidera: giocare, ballare, parlare e… mangiare, in modo spensierato, senza pensare a quello che dobbiamo fare il giorno dopo. Noi desideriamo avere un futuro in cui noi saremo mamme e nonne e racconteremo ai nostri figli e nipoti questa fiaba: “C’era una volta un quartiere triste e maltrattato, ma un giorno il mago “Comune” cambiò tutto, perché un gruppo di ragazzi gli proposero delle magnifiche idee. All’inizio lui pensò che fossero assurde e pazze, però volle fidarsi e lasciò che quei ragazzi mettessero in campo qualcuna delle idee. Pian piano in quel quartiere cominciarono a vedersi realizzate le idee dei ragazzi: gli abitanti sembravano sorridere ogni giorno, si vedevano ovunque persone che parlavano, che ridevano e bambini giocare insieme. La storia potrebbe concludersi dicendo:…e vivranno sempre felici e contenti!"
Aurora Andreoni
VB Pantan Monastero

UNA GIORNATA A BORGO AMIGO’

Il giorno venerdì 13 maggio si è tenuta una uscita di tutte le classi terze della nostra scuola, presso Borgo Amigò. Borgo Amigò è un luogo dove si accolgono le persone in difficoltà come ragazzi che non possono vivere con i genitori perchè si trovano in condizioni di disagio economico o  perché vivono gravi problemi personali.  Alla guida di Borgo Amigò c’è Don Gaetano che con tanto impegno e tanta passione è riuscito a tenere in piedi per tanti anni questo posto, con lui collabora un altro sacerdote, don Nicolò, che assiste i minori nella casa circondariale di Casal del Marmo.  All’inizio della visita ci siamo riuniti in un salone dove Don Gaetano ci ha spiegato come si vive all’interno di Borgo Amigò, i vari motivi per cui i ragazzi sono qui e dopo questa piccola introduzione, gli ospiti di questa comunità ci hanno mostrato le stanze dove vivono e il grandissimo e bellissimo giardino. Prima del momento ricreativo fatto di giochi e di una abbondante e golosissima merenda, Don Gaetano ci ha fatto notare un quadro, realizzato da Chito, che rappresentava SPERANZA e BELLEZZA, due sorelle che abitano a Borgo Amigò e grazie alla quali si possono superare momenti tristi e difficili. Prima che tutti noi ritornassimo nelle nostre classi, siamo andati a guardare e a tifare per alcuni nostri compagni scatenati in una partita di calcio nel campo esterno. Dopo cori, urla e applausi, abbiamo ringraziato Don Gaetano e Don Nicolò di averci ospitati. Da questa visita abbiamo conosciuto meglio la realtà in cui vivono ragazzi come noi, lontani dalle loro famiglie e quindi dai loro affetti primari. Ma per fortuna Borgo Amigò è un porto sicuro ed è ormai diventato la casa di molti giovani, qui si sentono aiutati e accettati da persone che li hanno a cuore e li fanno sentire bene.

Palombo Maria Luisa, Milani Elisa, 
De Iesu Martina, Di Vizio Michelle
Classe III D

PER ASPERA AD ASTRA!

Mercoledì 10 maggio si è svolta la Cerimonia della consegna dei Diplomi del Corso di Latino.  Siamo stati convocati nella Sala Teatro della nostra Scuola e chiamati uno per uno a ricevere il documento dalle mani della Preside, Prof. Ermenegilda Esposito. Il Corso è stato tenuto dal Prof. Silverio Saulle ed abbiamo partecipato in 19, tutti alunni delle classi Terza B, Terza D, Terza E e Terza F.  E’stata una bellissima esperienza, che ha aperto nuove prospettive di studio e una finestra sul mondo Romano, da cui proviene la nostra civiltà e la nostra lingua. Il Corso è stato impegnativo, ma veramente utile, anche perché ci ha aiutati a comprendere meglio le regole della grammatica italiana. Un bel grazie al nostro caro Prof. Silverio Saulle, che, anche se ci ha riempiti di compiti, ha trovato il modo di rendere più dolce il lavoro con pacchetti di caramelle e dolciumi vari (cari Professori, questo è - tra le righe - un suggerimento valido anche per voi!!). Conserveremo i diplomi, scritti in latino, a ricordo di questi mesi di studio.

I ragazzi del Corso di Latino

MARCHE ARRIVIAMO!!!

Mercoledì 16 marzo alle 7,15 eravamo già a scuola, un po’ presto penserete, ma insieme agli altri compagni eravamo pronti per partire per l’atteso campo-scuola: destinazione Marche. Sul pullman abbiamo giocato con un po’ di tutto: videogiochi, telefonini, carte. Eravamo tutti molto emozionati. Alla prima sosta, in un bar di un albergo con degli strani disegni sulla facciata, nei pressi di Foligno, alcuni compagni hanno fatto man bassa dei dolciumi. Arrivati alle grotte di Frasassi ci attendeva un bel vento freddino, ma abbiamo corso, mangiato e, soprattutto fatto uno sfrenato shopping di collanine, braccialetti. All’ingresso nelle grotte siamo rimasti sbalorditi dalla grandezza e dalla bellezza di quel luogo, le concrezioni prendono strani nomi per la forma e colore: il gigante rosso, gli spaghetti, la pancetta, le candele, il gigante bianco e la madonnina che, a noi sembrava piccola, ma era alta due metri. Usciti da Frasassi, via verso l’albergo a Senigallia. Dopo cena qualcuno giocava a carte, qualcuno con una palletta e qualcuno si organizzava per il futuro pigiama party: in quale camera? Quali giochi e quali caramelle pescare per “Rischia il gusto”? Abbiamo tentato di restare svegli il più possibile, ci sentivamo grandi. La mattina seguente visita al palazzo ducale di Urbino: freddo anche lì, ma abbiamo visto tante stanze e i bei quadri che vi sono conservati; splendida era la parete in legno intarsiato che il duca di Montefeltro aveva in un piccolo studio. In seguito siamo andati alla casa di Raffaello. Era piena di suoi quadri e del padre, pittore anche lui. Per concludere la giornata siamo andati a vedere il grande castello di Gradara, siamo rimasti meravigliati nel vedere la stanza delle torture: da brividi, solo al pensiero. Le ragazze erano felici di vedere la stanza da letto dove si è svolta la scena amorosa di Paolo e Francesca. Prima di cena una bellissima passeggiata sulla spiaggia a raccoglier conchiglie; dopo cena: carte, pigiama party, giochi, caramelle a sorpresa, musica e…tutti a dormire. Ultimo giorno partenza in direzione Fabriano: museo della carta arriviamo! Il laboratorio è stato molto interessante: il liquido dove noi dovevamo immergere la griglia bucherellata era un po’ viscido: acqua, colla e fibre naturali ridotte in poltiglia, poi abbiamo appoggiato su di un feltro la cornice, vi restava uno strato liscio e morbido che una volta schiacciato formava un foglio di carta particolare, completa di immagine in filigrana che abbiamo portato a casa.  Prima di uscire siamo entrati nel negozietto di oggetti e fogli di carta, chi aveva ancora qualche soldino, ha acquistato un ricordo in “carta” da portare a casa. E’stata un’esperienza molto bella e un ricordo da portare anche quando saremo alla scuola media.

Classi V Pantan Monastero

ODISSEA” DI SOLIDARIETA’

Martedì 23 febbraio alcuni alunni della sede centrale della nostra scuola primaria hanno assistito, nel teatro scolastico, ad un divertente spettacolo teatrale organizzato da una associazione onlus.Gli euforici spettatori erano i ragazzi delle classi quarta e quinta accompagnati dai loro insegnanti. Gli attori hanno portato in scena il famoso poema omerico “Odissea” ma lo hanno interpretato in modo scherzoso e divertente.Il copione in chiave moderna è stata rielaborato da due degli attori, Simona e Giuseppe, che hanno regalato ai ragazzi un’esperienza indimenticabile strappandogli sorrisi e risate e coinvolgendoli in danze e canti. Gli attori fanno parte dell’associazione AGAPE che si occupa di beneficenza e aiuta le persone più bisognose che si trovano nei paesi poveri del mondo. Con i fondi raccolti con questo progetto si  realizzeranno ospedali e scuole in Congo, un paese dell’Africa. Un piccolo gesto di solidarietà che può aprire i cuori.
I ragazzi della VA

"SE IO FOSSI UNO STRUMENTO MUSICALE SAREI...”

Se io fossi uno strumento musicale sarei un flauto
Eccomi qui, in questa valigetta imbottita di gommapiuma per proteggermi dagli urti.Qui "sola e pensosa". La vita da flauto è dura. Seriamente parlando...io non sono felice così. Provate ad immedesimarmi nei miei panni, provateci ora. Chiudete gli occhi. Pensate ad un grande teatro con una gran folla che parla, applaude, risponde al telefono, bambini che piangono, oggetti che cadono, cellulari che squillano... un gran caos. Ad un certo punto si spengono le luci ed è arrivato il tuo momento. Cala il silenzio in questo luogo un po’ insolito dove non sei mai stato. Accanto a te c'è Bill, un piccolo violino anche lui stanco di essere strofinato, rovinato...Poi al lato destro trovi Laila, la "flauta" più bella di tutte. Lei la ragazza che tutti ammirano, quella che quando canta fa un suono soave. Insomma sei circondato da amici che sono lì per il tuo stesso motivo.
Ah…dimenticavo, ancora non vi ho parlato di Marco. Lui è l'unica persona che si prende cura di me. Ormai sono passatiben nove anni da quando mi ha portato fuori da quel piccolo, polveroso, puzzolente negozio. Non credo che rimarremo ancora tanto insieme, perché io, ormai, sono anziano, ho quasi finito il mio corso, la mia vita. Quindi, parlato di lui, richiudiamo gli occhi, torniamo in quel teatro, in quel posto dove Marco era seduto ed io con lui. E’l'inizio: partono gli archi, poi tocca a noi...suoniamo la sinfonia numero 40. Che dolce melodia! Finita l'esibizione, ricomincia il caos di prima, ma questa volta sono solo applausi! Voi ora vi starete chiedendo perché tutto questo lamento iniziale, se poi ricevi applausi e complimenti? Beh, la risposta è semplice: a chi di voi piacerebbe, tutti i giorni, essere messi in bocca, avere la testa piena di saliva e il corpo umidiccio? Credo a nessuno.Lo so può sembrare banale come lamento, ma è proprio questo il mio problema principale. poi c'è il fatto che io soffro di claustrofobia e che per ogni tragitto devo stare chiuso in una piccola valigetta, proprio quella da cui vi sto parlando e racconto a me stesso e a voi, quello che penso proprio per superare la mia paura. Molte persone usano noi strumenti per trasmettere delle emozioni, oppure per dedicare qualcosa a qualcuno, come, ad esempio, una serenata sotto le stelle. Ecco, mettiamo in chiaro una cosa...cari suonatori...voi non fate nulla a parte mettere un po’ di fiato, il resto lo facciamo NOI! Penso, però,  sia ora di smettere di lamentarmi, perché ogni volta che Marco soffia in me e riesco a trasmettere le mie emozioni e quelle persone che hanno pagato per sentirci rimangono a bocca aperta, incantate, ebbene, in quel preciso  momento, mi si riscalda il cuore e lì capisco che quella è la mia vita e non la cambierei per nessun'altra al mondo.  Vi faccio un bel saluto, vi auguro di passare una bella giornata e, mi raccomando, trattate meglio il vostro strumento, non come un oggetto inutile, ma come qualcosa che ha dei sentimenti!!

Nancy Mancini IIIC

Se io fossi uno strumento musicale sarei la voce.
Per me la voce fa parte degli strumenti e proprio come loro, l'intensità, il timbro e il contesto, possono essere interpretati in modo diverso da ognuno all'interno di un dialogo che può essere una dichiarazione d'amore o una discussione, o nel testo di una canzone sia dolce che ritmata. Più di una melodia, in un brano, mi colpiscono le parole, dove il cantante esprime uno stato d'animo interpretando al meglio quello che andrà a cantare. In uno spettacolo, anche dal vivo, la base può essere molto semplice, ma la voce solista fa la differenza perché è quella che dà i brividi ad ogni acuto. Anche nelle opere liriche, nei musical, in un  coro o, magari, in un grido di battaglia, la voce è quella che prevale su tutto, perché le parole arrivano subito e trasmettono delle emozioni. In molte canzoni d'amore si trova il duetto, composto solitamente da un uomo e da una donna, proprio per rappresentare il rapporto. Avendo un carattere abbastanza complicato (e lo riconosco) non sarei un solo genere. Potrei essere la voce in un gruppo rock quando ho bisogno di sfogarmi, una voce classica e soave nel momento in cui mi sento positiva e soddisfatta, una voce jazz, magari di sera, mentre sto facendo una passeggiata con degli amici per le vie della città, una voce triste quando mi trovo sola a ricordare qualcosa che non c'è più e, ancora, una voce ritmata se sono determinata verso un obiettivo o infine, essendo romantica, sarei la voce di una canzone d'amore. Ma non in una serenata perché non sono così sdolcinata, ma in una canzone d'amore che esprima cosa si prova vicino a quella persona che per noi è speciale come in "Tu sei lei" di Ligabue. Vorrei, però, soprattutto essere la voce di una canzone che canterei a tutto il mondo perché ognuno possa capire che bisogna unirsi per avere un mondo senza odio e riconoscerci come fratelli sostenendoci a vicenda.  E scommetto che sarebbe una bellissima canzone...

Annalisa Francalanza III C

VIDEOGIOCHI: UNA TRISTE SCOPERTA! Sempre più bambini trascorrono gran parte del loro tempo libero davanti ad uno schermo

Negli ultimi anni è aumentato l’utilizzo dei videogiochi da parte dei bambini minori di 10 anni, degli adolescenti e persino dei giovani adulti che dovrebbero dare il buon esempio.
Nel 2015 i produttori di videogiochi hanno incassato quasi un miliardo di euro grazie alla vendita di console e accessori. Una cifra impressionante alla quale vanno sommati gli incassi illegali; molti giochi infatti vengono “taroccati” e venduti ad un prezzo inferiore sul mercato nero.
I dati nazionali dell’indagine “Okkio alla salute 2012” riportano che il 7% dei bambini passa addirittura cinque ore al giorno davanti ad uno schermo.  Anche nella nostra classe abbiamo ottenuto dei dati allarmanti (vedi inserto sotto).
Alcuni esperti dell’infanzia, tra cui psicologi, psichiatri e psicanalisti, ritengono che i videogiochi stimolino l’intelligenza e la prontezza di riflessi.
Secondo questi studiosi alcuni videogiochi sono educativi ed istruttivi e grazie a loro si impara divertendosi e aiutano i ragazzi a sviluppare l’immaginazione.
Secondo altri esperti, al contrario, i videogiochi favoriscono la dipendenza e non stimolano la fantasia. L’uso prolungato, inoltre, favorisce il distacco dalla realtà e porta all’isolamento, impedendo la socializzazione e il gioco libero con gli amici.In particolare tra i videogiochi più dannosi ci sono quelli violenti che portano i giocatori ad avere ansia, insonnia ed addirittura enuresi notturna, come dimostrato da uno studio condotto dall’Ass.ne Peter Pan Onlus su un campione di bambini italiani tra gliundici e i tredici anni.
Per concludere, secondo noi, i genitori dovrebbero controllare i propri figli e scegliere giochi adatti alla loro età. Ai videogiochi dovrebbero affiancarsi libri, momenti di socializzazione e attività fisica. Gli adulti inoltre dovrebbero limitare il tempo di gioco e passare più tempo con i figli per scoprire i loro interessi.
Insomma… la responsabilità è in mano ai genitori!
E non solo, anche lo Stato dovrebbe fare qualcosa, per esempio potrebbe intervenire per fermare il mercato nero e vietare la vendita dei giochi violenti ai più piccoli.

La nostra indagine statistica
Nei giorni scorsi abbiamo condotto un’indagine sui videogiochi e il loro utilizzo tra gli alunni del nostro Istituto.
Abbiamo intervistato i bambini delle classi terze, quarte e quinte per un totale di 269 alunni. Ecco i risultati.
Anche nella nostra scuola quasi tutti gli alunni possiedono una console e il 43% dei bambini ci gioca ogni giorno.
Il dato che ci ha più colpitoè che  oltre  un quarto dei bambini (il 28%) passa  oltre un’ora davanti alloschermo tutti i giorni!
Gli alunni della classe VA

L'ESCURSIONE AL BOSCO PANTANO

E’ il 4 maggio: siamo a Policoro ed un animatore ci accompagna, insieme alla prof. De Amicis, a fare una passeggiata attraversando il Bosco Pantano. Siamo 60 alunni. Come è bello camminare in mezzo al verde e alla natura incontaminata (anche se le zanzare non ci risparmiano…). Il Bosco Pantano di Policoro costituisce una vera rarità affacciata sul Mar Ionio: rappresenta, infatti, uno dei pochi boschi planiziali relitti presenti in Italia. Anticamente uno sconfinato bosco igrofilo copriva il suolo intorno alla foce del Sinni, senza soluzione di continuità con i boschi pedemontani. Oggi invece il bosco di Policoro costituisce una testimonianza relitta di rilevantissimo valore naturalistico, scientifico e paesaggistico, della vasta foresta planiziale di latifoglie che anticamente ricopriva gran parte della costa ionica. Da un punto di vista vegetativo l’area protetta può essere distinta in tre parti: la vegetazione del litorale sabbioso, la macchia mediterranea e il bosco umido con aree palustri. Nella zona costiera sabbiosa crescono poche piante e per questo quelle presenti hanno un apparato radicale molto sviluppato per prendere l’acqua, foglie strette e carnose; invece nella battigia, cioè i primi metri di spiaggia, non crescono piante. 
Nella macchia mediterranea dominano il lentisco e il ginepro coccolone che sarebbe un’associazione vegetale di latifoglie sempreverdi. Nel bosco umido possiamo trovare il canneto, il pioppo bianco, il frassino, l’alloro e il melo selvatico. Il Bosco Pantano è abitato da una grande varietà di animali come il riccio, la lepre, l’istrice, la volpe, la faina e il tasso, e da varie specie di uccelli anche marini. Sono presenti anche tre tipi di tartarughe: la tartaruga marina, la tartaruga liuto e la tartaruga terrestre. Molti sono anche gli insetti. E’ stata veramente una bella esperienza…a contatto con la natura.
Gruppo Policoro classe I A

NUTRI IL SAPERE

Il supermercato PANORAMA di Collina delle Muse, tra il 2015 e il 2016, ci ha offerto di partecipare a tre laboratori molto interessanti: pesce, frutta e verdura, e pane del progetto NUTRI IL SAPERE. Il personale tecnico molto disponibile, ha catturato la nostra attenzione per la professionalità, il linguaggio scientifico ma chiaro e l’organizzazione dei giochi didattici molto coinvolgenti!Ricordiamo il laboratorio della frutta e verdura: abbiamo giocato a squadre, potendo toccare bene ogni frutto… quelli lisci, quelli molli, quelli pelosi!
Non ci ricordiamo neanche quale squadra abbia vinto il gioco, perché è stato per tutti così coinvolgente che non ci è importato di vincere, c’era un profumo di fragole e banane mature che avremmo voluto mangiare…ma ci siamo consolati con la merendina che ci hanno offerto.
Ecco a voi qualche foto dei laboratori!

Le classi 5A e 5B di Pantan Monastero




Notte Stellata

Notte stellata
Brillano gli astri in lontananza,
volteggia nel buio la dama dorata,
si diffonde nei cuori la speranza
in questa notte magica e incantata.

Leggiadro il vento accarezza ogni cosa
e culla il villaggio che quieto riposa,
sfiora la chioma del cipresso audace,
mormora e sussurra parole di pace.

I ragazzi della VA

UNA PASSEGGIATA ALLA SCOPERTA DELLA ROMA MEDIEVALE

L’11 aprile di quest’anno con il professore di Storia Vinciguerra e con la professoressa di Spagnolo Piseddu ci siamo recaticon i mezzi pubblici a visitare alcuni monumenti medioevali situati nell’area dei Fori Romani. Dopo un viaggio di circa un’ora siamo giunti a via dei Fori Imperiali dove abbiamo visto per prima la chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
L’edificio è dedicato ai martiri Cosma e Damiano, medici di origine orientale ed è stato costruito trasformando alcuni ambienti del tempio della Pace. All’interno l’abside è interamente decorata con un mosaico vitreo eseguito intorno al 520 d.C. (fig.1), quando la città di Roma era dominata dagli Ostrogoti. Il tema rappresentato dal mosaico è quello della “Parusia”, ossia la seconda venuta di Cristo sulla Terra.Le figure dei Santi si stagliano su un bellissimo sfondo blu realizzato con tessere vitree. All’interno del mosaico è rappresentato papa Felice IV, committente del mosaico, recante in mano il modellino della chiesa.
Dopo aver visitato questo monumento siamo entrati nell’area archeologica dei Fori Romani per vedere la chiesa di Santa Maria Antiqua. Il Professore di storia ci ha illustrato questo meraviglioso monumento. Questa chiesa è uno dei più antichi luoghi di culto dedicati alla Madonna, ma svolgeva anche la funzione di cappella palatina per l’imperatore bizantino durante le sue visite a Roma.L’edificio con i suoi affreschi rappresenta un’importante fonte per comprendere la storia di Roma tra il 500 e l’800 d.C. Nell’anno 847 un terremoto del VII grado (scala Mercalli) colpì Roma, facendo franare una parte del Palatino (la collina alle spalle del Foro) sulla chiesa. All’inizio del 1900 iniziano gli scavi che riportano alla luce gli ambienti. Dopo un lungo restauro durato alcuni decenni, dal 17 marzodi quest’anno la chiesa èstata aperta ai visitatori.
In occasione della riapertura della chiesa è stata allestita all’ interno anche una mostra con reperti provenienti da altri edifici di culto. Ad esempio, è stata esposta l’antica icona di Santa Maria Antiqua(fig.2), immagine sacra, risalente al 600 d.C., conservata, dopo l’abbandono della chiesa, nella vicina basilica di Santa Francesca Romana. Poi abbiamo visto all’interno alcuni frammenti di mosaici provenienti dall’antica basilica di San Pietro, risalenti ai tempi di Papa Giovanni VII, pontefice di origine orientale, committente anche di alcuni affreschi di Santa Maria Antiqua. Nei mosaici sono rappresentati: la Madonna, l’episodio dell’adorazione dei Magi eil Cristo (fig.3). Attraverso l’osservazione ravvicinata, il professore ci ha illustrato la tecnica del mosaico bizantino. Gli affreschi presenti lungo le pareti della chiesa,secondo quanto ci ha riferito il professore di Storia, rappresentano prevalentemente la vita di alcuni santi venerati in Oriente. Questo elemento evidenzia come in questo periodo Roma, sotto il dominio bizantino, era influenzata dalla cultura orientale. Nella parete destra del presbiterio il professore ci ha fatto notare una “parete palinsesto”(fig.4), cioè un muro ricoperto da più strati di affreschi, realizzati dal VI al VIII d.C. In pratica quelli più antichi sono stati ricoperti da altri strati più recenti che, con il crollo della chiesa, si sono staccati e sono in parte visibili. Negli affreschi dell’abside si intravede Papa Giovanni VII,con un nimbo quadrato, committente di alcuni affreschi della chiesa. Il papa essendo ancora in vita è rappresentato con un’aureola quadrata, elemento iconografico utilizzato dagli artisti per distinguerlo dai santi. Percorrendo il presbiterio siamo entrati nella cappella di Teodoto, luogo denominato così dal committente degli affreschi presenti lungo le pareti. Teodoto era un’importante esponente del governo bizantino di Roma intono al VII secolo d.C.In alto, sempre in questo ambiente troviamo l’affresco della Crocifissione, il più interessante di questo luogo (fig.5), dove il Cristo è rappresentato con il “colombium” (lunga tunica) e con gli occhi aperti. Questo tipo di iconografia(cioè il Cristo vestito) si rintraccia nell’Alto medioevo in Siria, secondo quanto ci ha riferito il professore. Probabilmente gli artisti che hanno realizzato questo affresco nei primi anni del VII sec d.C. provenivano da quest’area geografica.

Quest’esperienza didattica ci ha permesso di capire alcuni aspetti molto importanti e poco noti della storia medioevale di Roma. Inoltre ci siamo resi conto che per comprendere meglio le vicende storiche è fondamentale visitare i nostri beni culturali.

Gli alunni della I D

MULTICULTURAL FESTIVALS IN UK THERE ARE A LOT OF FESTIVALS THAT ARE CELEBRATED IN UK,BUT THEY ARE OF FOREIGN ORIGIN

Do you know that in UK there are festivals that really are of other countries?


In UK there are multicultural festivals like:

Chinese New Year.It is very important because there is a big Chinese Community in UK. The day is between January and March.Every year has the name of an animal for example, 2013 was the year of the Snake, 2014 was the year of the Horse and this year is the year of the Monkey.
 There are lanterns that fly in the sky.

Diwali. Itis the Festival of Lights for Hindu, Sikh and Jain communities.
Cities including Leicester, London and Nottingham have extravagant street parties with traditional food, music, crafts and dancing and there are lanterns, candles and fireworks.

Eid al-Fitr. It is an important Islamic festival celebrated at the end of Ramadam, a long fast where Muslims do not eat during the day.
Each community usually organises its own events, with some large celebrations in cities like  London and Birmingham.
Jan – Hanukkah. It is a Jewish festival celebrated from December 6th to 14th.
It is the festival of Lights and in London, at Trafalgar Square, there is the “Menorah”,lit by the Mayor of London on the first day of Hanukkah.
The Menorah is a lamp with six brances, a symbol of Jewish community.
People eat doughnuts and listen to live music.

All these festivals, which combine religion and tradition, are very important because they create a mix of cultures and let other people , from other cultures, to share them together.
So, experiencing and accepting other cultures can help young people grow and become good citizens.


Emiliano Giammona, Alessandro Tripodi,
Gaia D’Angelosante and Leonardo Huerta Lazo

Classe III E

SPANGLISH

Con il termine di spanglish si intendono i fenomeni di interazione tra lo spagnolo e la lingua inglese da parte di coloro che parlano spagnolo negli USA. Il termine è stato coniato dal linguista portoricano Salvador Tió negli anni '40. Altri termini designati per far riferimento allo stesso sono inglañol, espanglish (o espanglis, togliendo la h finale per coerenza con la grafia spagnola) e espanglés, sebbene spanglish sia quello più usato.
El término espanglish surgió entre 1965-1970, aunque algunos afirman que ya en los años 40 empezó a usarse. Ya está incluido en el diccionario de la RAE, que da la siguiente definición: espanglish (del ingl. Spanglish, fusión de spanish “español” y english “inglés”) modalidad de habla de algunos grupos hispanos de los Estados Unidos, en la que se mezclan, deformándolos, elementos léxicos y gramaticales del español y del inglés. Es decir, el espanglish es el uso de palabras inglesas en medio de una frase en español, porque no se conoce la palabra castellana adecuada o por la costumbre de utilizar la inglesa. Es la mezcla, a menudo inconsciente, del inglés y español en la misma frase, por ejemplo “Hola, good morning, ¿cómo estás?” “Well, ¿y tú?” o “Do you hablas español?”
También es típica del espanglish la confusión de significados entre palabras españolas y otras inglesas con sonido parecido pero diferente significado, o sea, los falsos amigos. Por ejemplo, vacunar la carpeta, del inglés vacuum the carpet, en lugar de pasar la aspiradora por la moqueta.. Un aspecto importante es que el espanglish ha dejado de ser una fenómeno únicamente oral, para convertirse también en un movimento literario, lo que está permitiendo su consolidación. Por otro lado, ya no solo se considera un mero “exotismo lingüístico”, sino una costante utilizada en la comunicación, de la música, y del intercambio cultural que se produce debido a los avances tecnológicos entre escritores, raperos, locutores, periodistas, poetas, cibernautas, etc. Los lingüistas indican que se trata de un cambio de código, una alternancia de ambas lenguas al hablar, con pocas reglas y muchas variaciones sintácticas, discursivas y de léxico.         
¿Quién habla espanglish?
Este producto de los pueblos de ascendencia hispana surgió como expresión informal y callejera. Su popolaridad parece haber crecido entre las clases bajas y medias, pero sobre todo entre los jóvenes que lo utilizan como una jerga. Se puede decir que ha surgido como respuesta a la necesidad de comunicar. Es un cóctel lingüístico que favorece y agiliza la comunicación, pero solo entre aquellos que conocen ambas lenguas
¿Dónde se habla?
Principalmente en Estados Unidos, en las grandes comunidades hispanohablantes de algunos Estados como California, Florida, Georgia, Texas, Nuevo Mexico y en los barrios latinos de Nueva York.

Gli alunni della III A, III B, III D